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	<title>tecnica prompt Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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	<title>tecnica prompt Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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		<title>IL METODO PROMPT NEL TRATTAMENTO LOGOPEDICO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 07:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[disprassia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi di linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica prompt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della logopedia degli ultimi anni ha assistito ad una crescita nell&#8217;interesse per la formazione e per l&#8217;uso del trattamento PROMPT. Cos&#8217;è la tecnica del PROMPT? In questa tipologia di trattamenti, il vero focus non è il singolo suono (o fonema), inteso come prodotto acustico, ma il movimento articolatorio che è necessario per produrre quel suono all&#8217;interno di una parola o di una frase. E&#8217; quindi un complesso approccio di tipo motorio. Nasce verso la fine degli anni &#8217;70 grazie a Deborah Hayden e da allora non ha mai smesso di crescere. Prompt è l&#8217;acronimo di Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets. Ad oggi, la Tecnica del Prompt risulta efficace nel trattamento del linguaggio sia di adulti che di bambini. A differenza del trattamento fonetico-fonologico che usa principalmente input uditivi e visivi per fare apprendere i suoni, la tecnica del Prompt fornisce input tattili-cinestesici sul volto del bambino per far apprendere patterns di movimenti non evoluti come atteso. Questi input tattili, insieme agli input uditivi e visivi forniscono al sistema cerebrale del bambino un maggior numero di informazioni, quali il luogo di articolazione, cioè dove il suono è articolato, il modo di articolazione cioè come il suono viene [&#8230;]</p>
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<p class="has-normal-font-size">Il mondo della logopedia degli ultimi anni ha assistito ad una crescita nell&#8217;interesse per la formazione e per l&#8217;uso del <strong>trattamento PROMPT</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la tecnica del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">In questa tipologia di trattamenti, il vero focus non è il <strong>singolo suono (o fonema)</strong>, inteso come prodotto acustico, ma il movimento articolatorio che è necessario per produrre quel suono all&#8217;interno di una parola o di una frase. E&#8217; quindi un <strong>complesso approccio di tipo <em>motorio</em></strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nasce verso la fine degli anni &#8217;70 grazie a Deborah Hayden e da allora non ha mai smesso di crescere. <strong>Prompt</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets</em>. Ad oggi, la Tecnica del Prompt risulta efficace nel trattamento del linguaggio sia di <strong>adulti </strong>che di <strong>bambini</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>A differenza del trattamento fonetico-fonologico che usa principalmente input uditivi e visivi per fare apprendere i suoni, la tecnica del Prompt fornisce <strong>input tattili-cinestesici </strong>sul volto del bambino per far apprendere patterns di movimenti non evoluti come atteso.</p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Questi input tattili, insieme agli input uditivi e visivi forniscono al sistema cerebrale del bambino un maggior numero di informazioni, quali il <em>luogo di articolazione</em>, cioè dove il suono è articolato, il <em>modo di articolazione</em> cioè come il suono viene articolato con particolare attenzione al grado e al tipo di contrazione muscolare necessaria per la produzione. Non mancano però anche le informazioni sulla<em> transizione dei movimenti necessari</em> per passare dalla produzione di un suono a quello successivo e il <em>timing</em>, cioè il tempo brevissimo e rapidissimo per passare da un movimento ad un altro.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il trattamento Prompt in logopedia però non si limita ai suoni e alle parole, perché queste devono essere sempre calate in un contesto comunicativo e di interazione con una o più persone.</p>



<p class="has-normal-font-size">Infatti questo è un <strong>approccio multidimensionale </strong>che include anche i <em>domini cognitivo-linguistici </em>e <em>socio-emozionale</em>, oltre quello <em>senso-motorio</em> più conosciuto come performance motoria dei suoni.</p>



<p class="has-normal-font-size">Questo approccio quindi prende in carico a 360° il bambino, la sua comunicazione ed interazione e il suo linguaggio verbale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i 3 domini del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Partiamo dal<strong> dominio senso-motorio</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Valuta l&#8217;<em>integrità e la forma delle strutture all&#8217;interno della bocca </em>(labbra, lingua, guance, denti e occlusione, forma del palato, eventuali malformazioni etc) e se la <em>respirazione</em> è funzionale a sorreggere l&#8217;eloquio. Valuta anche la <em>sensibilità</em> che può essere molto accentuata (ipersensibilità) o poco (iposensibilità) oppure in norma.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il<strong> dominio cognitivo-linguistico</strong>, invece, valuta e tiene conto nella stesura del progetto riabilitativo della tipologia di <em>ambiente</em> (molto strutturato, poco strutturato o non strutturato) necessaria per garantire l&#8217;apprendimento migliore al bambino. Valuta anche la<em> discriminazione tra i suoni, la comprensione e la produzione di concetti linguistici</em>, come i locativi (es. &#8220;La palla è lontana dal bambino&#8221;) oppure come le <em>forme passive</em> (es. &#8220;La banana è mangiata dalla bambina&#8221;) etc.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nel <strong>dominio socio-emozionale</strong> invece sono inserite tutte le capacità (o le difficoltà) di interazione con l&#8217;adulto o con i pari, quanto l&#8217;ambiente influenzi il comportamento o le modalità di comunicazione del bambino, le<em> emozioni </em>suscitate da un&#8217;attività piuttosto che da un&#8217;altra, come la frustrazione oppure il pianto o il riso.</p>



<p class="has-normal-font-size">Come potete ben comprendere, questo approccio prende in considerazione il bambino non solo nella parte linguistica verbale, cioè come parla o come dice i suoni, ma anche le sue emozioni, la sua capacità di usare il linguaggio in modo adeguato e coerente al contesto comunicativo (persone, ambiente). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si svolge una seduta logopedica con la Tecnica del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Un tipica seduta PROMPT in logopedia può durare <strong>dai 30 ai 50 minuti</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">All&#8217;interno di ogni seduta è scelto un determinato set di <strong>parole funzionali</strong> che vengono usate per apprendere e generalizzare i movimenti non ancora sviluppati. All&#8217;inizio della seduta, si dedica un momento &#8220;speciale&#8221;, chiamato <strong>warm up</strong>, a queste parole in cui il clinico va a costruire i movimenti, le traiettorie e i confini che serviranno per produrle. E&#8217; come un allenamento in quanto le parole funzionali saranno poi continuamente riprese durante le attività proposte.</p>



<p class="has-normal-font-size">Dopo il warm up, sono previste <strong>2 o 3 attività </strong>dove il bambino avrà occasione di sfruttare queste <strong>parole (o frasi) funzionali in un contesto ludico ed interattivo</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nel caso, durante il gioco, il bambino tornasse a movimenti pregressi, il logopedista ricorrerà al modellamento online e correggerà la traiettoria o la sequenza di movimenti attraverso i PROMPT o input cinestesico-tattili-propriocettivi, utilizzando i livelli di Prompt adeguati, aiutandolo così a migliorare la sua accuratezza motoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi è utile il trattamento con la Tecnica PROMPT in logopedia?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Il trattamento PROMPT in logopedia è utile per :</p>



<ul class="has-normal-font-size wp-block-list"><li>bambini o ragazzi con difficoltà o disturbi della comunicazione</li><li>bambini con CAS o disprassia evolutiva, con disturbi motori del linguaggio</li></ul>



<p class="has-normal-font-size">Il logopedista può decidere di usare il metodo PROMPT e gli input cinestesico-tattili anche in bambini con disturbo fonetico-fonologico in cui si presentano delle traiettorie di movimenti mandibolare, labiale o linguale non adeguate.</p>



<p class="has-normal-font-size">Non tutti i logopedisti possono applicare questo Metodo. <strong>E&#8217; necessario partecipare al Workshop di 1° Livello per poter essere logopedisti formati secondo la Tecnica Prompt</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Per qualsiasi informazione o dubbio, potete contattarmi. Trovate i miei riferimenti nella sezione <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/contatti/">CONTATTI</a>.</p>
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