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	<title>linguaggio Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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	<title>linguaggio Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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		<title>Quando devo portare mio figlio dal logopedista, se non parla?</title>
		<link>https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/</link>
					<comments>https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 15:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Signora, aspetti i 3 anni prima di portare suo figlio dal logopedista&#8221;, &#8220;Prima o poi tutti parlano&#8221;, &#8220;Magari quando andrà alla Scuola dell&#8217;Infanzia si sbloccherà&#8221;: questi sono i consigli dati alle mamme più frequentemente quando hanno dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a. Questo &#8220;pregiudizio&#8221; nasce dal fatto che, nei primi 3 anni di vita, c&#8217;è una grande variabilità tra i bambini, ma esistono comunque delle tappe di sviluppo del linguaggio, che non devono essere saltate e si devono presentare entro alcuni mesi. E forse nasce dal fatto che si pensa che chi cominci un percorso logopedico sia lungo e costoso, ma in realtà, non è sempre così, soprattutto nei primi 3 anni. Quando portare tuo figlio dal logopedista? Non aspettare se osservi questi segnali! Come ti può aiutare un logopedista? Se vuoi prenotare una consulenza online, chiamami al 3403432803 oppure contattami via mail: alice.raineri2@gmail.com Vuoi conoscere quali possono essere le prime parole che dice il tuo bambino? Leggi l&#8217;articolo &#8220;Le prime parole&#8220;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/">Quando devo portare mio figlio dal logopedista, se non parla?</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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<p>&#8220;Signora, aspetti i 3 anni prima di portare suo figlio dal logopedista&#8221;, &#8220;Prima o poi tutti parlano&#8221;, &#8220;Magari quando andrà alla Scuola dell&#8217;Infanzia si sbloccherà&#8221;: questi sono i consigli dati alle mamme più frequentemente quando hanno dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a.</p>



<p>Questo &#8220;pregiudizio&#8221; nasce dal fatto che, nei primi 3 anni di vita, c&#8217;è una <strong>grande variabilità tra i bambini</strong>, ma esistono comunque delle tappe di sviluppo del linguaggio, che <em>non devono essere saltate e si devono presentare entro alcuni mesi</em>.</p>



<p>E forse nasce dal fatto che si pensa che chi cominci un percorso logopedico sia lungo e costoso, ma in realtà, non è sempre così, soprattutto nei primi 3 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando portare tuo figlio dal logopedista? Non aspettare se osservi questi segnali!</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>La lallazione è assente o scarsa<strong> 8-12 mesi</strong></li>



<li>Non usa i gesti per comunicare o li usa poco <strong>12-30 mesi</strong></li>



<li>Ha una scarsa attenzione al linguaggio e ai suoni<strong> 12-30 mesi</strong></li>



<li>Non comprende il significato delle parole  <strong>10-20 mesi</strong></li>



<li>Dice meno di 50 parole a <strong>24 mesi</strong>  </li>



<li>Non comprende il significato delle frasi <strong>24-30 mesi</strong></li>



<li>Non fa frasi di 2 parole <strong>a 30 mesi</strong></li>



<li>Non fa frasi di 3 parole <strong>a 36 mesi</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come ti può aiutare un logopedista?</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Con una <strong>consulenza logopedica</strong>: è un incontro dedicato ai genitori, in cui si risponde ai dubbi di mamma e papà, si comprende quale tappa di sviluppo del linguaggio sta affrontando il bambino e quale, invece, dovrebbe aver sviluppato in base all&#8217;età. Si forniscono poi le strategie ai genitori per sostenere e supportare il bambino nel suo viaggio nel linguaggio.</li>



<li>Con una <strong>valutazione più approfondita</strong>: ciò permette di delineare il profilo comunicativo-linguistico del bambino e di decidere la necessità di trattamento o un monitoraggio. In entrambe le situazioni, però i genitori avranno un ruolo chiave ed importantissimo nel sostenere con i giusti strumenti i nuovi passi verso il linguaggio del loro bimbo.</li>
</ul>



<p>Se vuoi prenotare una consulenza online,<strong> chiamami al 3403432803</strong> oppure contattami via mail: alice.raineri2@gmail.com</p>



<p>Vuoi conoscere quali possono essere le prime parole che dice il tuo bambino? Leggi l&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/prime-parole-bambino/">Le prime parole</a>&#8220;</p>



<p></p>
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		<title>Le prime parole: quali sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 22:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bambini piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[prime parole]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi mamme non vediamo l&#8217;ora di sentire pronunciare la prima parola del nostro bimbo: ci aspettiamo &#8220;mamma&#8221;, &#8220;papà&#8221;, ma, in realtà, ce ne possono essere altre, pronunciate non perfettamente che possono essere inserite tra le &#8220;prime parole&#8221;. Una cosa che emerge spesso nelle consulenze con le mamme di bimbi che &#8220;non parlano&#8221; o &#8220;parlano poco&#8221; è che non è chiaro quali siano da conteggiare tra le parole e spesso le mamme si trovano a sottostimare lo sviluppo del linguaggio del proprio cucciolo. Quali considerare &#8220;prime parole&#8221;? Per essere considerata &#8220;parola&#8221; è importante che abbia una funzione dichiarativa o richiestiva, cioè che si riferisca in modo stabile a una persona o un oggetto. Se un suono o una parola è usata per tante cose, potrebbe trattarsi di una &#8220;parola passpartout&#8221; da non conteggiare tra le prime parole. Perché è importante contare le parole? Nelle prime fasi di sviluppo del linguaggio, il bambino impara le parole con un ritmo lento, fino a quando arriverà a produrre 50 parole; da qui, inizia la fase dell&#8217;esplosione del vocabolario, in cui apprenderà a produrre nuove parole sempre più rapidamente e comincerà anche a unire due parole formando le prime frasi. E il/la tu* bambin* quante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Noi mamme non vediamo l&#8217;ora di sentire pronunciare la prima parola del nostro bimbo: ci aspettiamo &#8220;mamma&#8221;, &#8220;papà&#8221;, ma, in realtà, ce ne possono essere altre, pronunciate non perfettamente che possono essere inserite tra le &#8220;prime parole&#8221;.</p>



<p>Una cosa che emerge spesso nelle consulenze con le mamme di bimbi che &#8220;non parlano&#8221; o &#8220;parlano poco&#8221; è che non è chiaro quali siano da conteggiare tra le parole e spesso le mamme si trovano a sottostimare lo sviluppo del linguaggio del proprio cucciolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali considerare &#8220;prime parole&#8221;?</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>parole dette bene e ben comprensibili </strong>come mamma, papà, nonno, nonna, cacca, pipì (parole molto semplici che si riferiscono alle routine quotidiane)</li>



<li><strong>versi degli animali</strong> (suoni onomatopeici) come per esempio, &#8220;bau&#8221; per il cane, &#8220;miao&#8221; o &#8220;mao&#8221; per il gatto</li>



<li><strong>suoni e rumori</strong>: &#8220;brum&#8221; per la macchina, &#8220;ciuf&#8221; per il treno, &#8220;nino&#8221; per l&#8217;ambulanza</li>



<li><strong>sillabe e parti di parole</strong>: &#8220;pa&#8221; per palla</li>



<li><strong>vocali</strong>: &#8220;a&#8221; per acqua</li>



<li><strong>parole apparentemente inventate</strong>: &#8220;tutu&#8221; per acqua</li>
</ul>



<p>Per essere considerata &#8220;parola&#8221; è importante che abbia una <strong>funzione dichiarativa o richiestiva</strong>, cioè che si riferisca in modo stabile a una persona o un oggetto.</p>



<p>Se un suono o una parola è usata per tante cose, potrebbe trattarsi di una &#8220;<strong>parola passpartout</strong>&#8221; da non conteggiare tra le prime parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante contare le parole?</h2>



<p>Nelle prime fasi di sviluppo del linguaggio, il bambino impara le parole con un ritmo lento, fino a quando arriverà a produrre<strong> 50 parole</strong>; da qui, inizia la fase dell&#8217;<strong>esplosione del vocabolario</strong>, in cui apprenderà a produrre nuove parole sempre più rapidamente e comincerà anche a unire due parole formando le prime frasi.</p>



<p>E il/la tu* bambin* quante parole dice?</p>



<p>Scrivilo nei commenti.</p>



<p>Se hai dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio e vuoi stimolare il/tu bimb* con le strategie adeguate, puoi richiedere una consulenza con me! </p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.alicerainerilogopedista.it/consulenza-ai-genitori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voglio la consulenza</a></div>
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		<title>neuropsichiatra infantile: CHI È E COSA VALUTA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsichiatria infantile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando, durante un colloquio, nomino ai genitori la figura del neuropsichiatra infantile, vedo nascere sui loro volti tanta preoccupazione. Questa parola ai loro occhi appare così altisonante e negativa. Incominciano ad interrogarsi sulle difficoltà del figlio o della figlia e appaiono spaventati. Ho pensato quindi fosse doveroso fare chiarezza su chi fosse il neuropsichiatra e quali competenze abbia per cercare di rassicurare i genitori. Chi è il Neuropsichiatra Infantile? Il neuropsichiatra infantile è un medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile, una disciplina complessa e molto vasta in quanto si trova a fare da ponte tra la pediatria, la psichiatria e la neurologia. Mentre il comune pediatra monitora lo sviluppo globale del bambino e si occupa della cura delle malattie (oppure invia a specialisti), il neuropsichiatra si occupa della prevenzione, della diagnosi e della stesura del piano di trattamento di patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi dagli 0 ai 18 anni. Dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza, questa figura medica conosce lo sviluppo fisiologico e atipico del bambino in tutte le sue competenze: psicomotorio, linguistico, cognitivo, relazionale, che possono essere di natura ereditaria o acquisita. Cosa valuta il neuropsichiatra infantile (NPI)? Attraverso l&#8217;anamnesi, il colloquio clinico, l&#8217;esame neurologico, test e questionari, il medico osserva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando, durante un colloquio, nomino ai genitori la figura del <strong>neuropsichiatra infantile</strong>, vedo nascere sui loro volti tanta <strong>preoccupazione</strong>. Questa parola ai loro occhi appare così altisonante e negativa. Incominciano ad interrogarsi sulle difficoltà del figlio o della figlia e appaiono spaventati.</p>



<p>Ho pensato quindi fosse doveroso fare chiarezza su chi fosse il neuropsichiatra e quali competenze abbia per cercare di rassicurare i genitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il Neuropsichiatra Infantile?</h2>



<p>Il neuropsichiatra infantile è un <strong>medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile</strong>, una disciplina complessa e molto vasta in quanto si trova a fare da ponte tra la pediatria, la psichiatria e la neurologia. </p>



<p>Mentre il comune pediatra monitora lo sviluppo globale del bambino e si occupa della cura delle malattie (oppure invia a specialisti), il neuropsichiatra si occupa della<strong> prevenzione</strong>, della <strong>diagnosi </strong>e della <strong>stesura del piano di trattamento di patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi dagli 0 ai 18 anni</strong>. </p>



<p>Dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza, questa figura medica conosce lo <strong>sviluppo fisiologico e atipico</strong> del bambino in tutte le sue competenze: <strong>psicomotorio, linguistico, cognitivo, relazionale</strong>, che possono essere di natura ereditaria o acquisita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa valuta il neuropsichiatra infantile (NPI)?</h2>



<p>Attraverso l&#8217;anamnesi, il colloquio clinico, l&#8217;esame neurologico, test e questionari, il medico osserva il/la bambin* e valuta tutti i rischi clinici e le possibili diagnosi.</p>



<p>Raccoglie tutte le informazioni necessarie sui sintomi e i segni di eventuali ritardi o disturbi, sulla loro frequenza, sulla familiarità di alcune patologie.</p>



<p>Spesso si avvale di psicologi e di terapisti, quali la logopedista per valutare il sistema comunicativo-linguistico, o gli apprendimenti e/o la neuropsicomotricista TNPEE per valutare il sistema motorio, prassico e sensoriale.</p>



<p>Al termine della <strong>valutazione multiprofessionale</strong>, NPI redigerà una relazione che conterrà il<strong> profilo di funzionamento del* bambin* a 360°</strong>, l&#8217;eventuale <strong>progetto terapeutico</strong> contenente le strategie e le figure coinvolte adatte ad affrontare il ritardo o il disturbo del* bambin*.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si svolge una visita dal NPI?</h2>



<p>Il numero degli incontri può variare a seconda delle necessità. </p>



<p>Il primo incontro è rivolto ai genitori. Inizialmente, il clinico raccogliere l&#8217;<strong>anamnesi</strong> che dev&#8217;essere accurata e mirata a indagare eventuali patologie pregresse, la presenza del rischio di familiarità per alcune patologie o disturbi.</p>



<p>Successivamente, il NPI osserverà il/la bambin* attraverso l&#8217;<strong>esame obiettivo neurologico</strong> e l&#8217;<strong>esame neuropsichico</strong> (relazione con l&#8217;esaminatore, attività psicomotoria, capacità attentive, memoria, affettività, comunicazione gestuale e linguaggio).</p>



<p>E&#8217; possibile che il NPI richieda <strong>valutazioni strumentali</strong> quali elettroencefalogramma, RMN encefalo, potenziali evocati) oppure consigli di effettuare una visita otorino ORL o oculistica.</p>



<p>Al termine della valutazione, il medico effettuerà la <strong>RESTITUZIONE</strong> ai genitori in cui vengono condivisi i risultati di tutti gli approfondimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando portare il proprio figlio dal neuropsichiatra infantile?</h2>



<p>Se il/la bambin* manifesta ritardo o difficoltà in una o più delle seguenti sfere:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>linguaggio</li><li>coordinazione motoria</li><li>sfera emotiva</li><li>apprendimenti</li><li>sfera comportamentale (disattenzione, iperattività, impulsività, opposizione)</li><li>sfera socio-relazionale</li></ul>



<p>è necessario rivolgersi ad uno specialista. Esistono <strong>segnali di rischio</strong> che se intercettati e affrontati precocemente, permettono di agire in modo tempestivo. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Più l&#8217;intervento è precoce, maggiore sarà la probabilità di raggiungere un risultato terapeutico efficace.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/neuropsichiatra-infantile/">neuropsichiatra infantile: CHI È E COSA VALUTA?</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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