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	<title>Linguaggio Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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	<title>Linguaggio Archivi - Alice Raineri Logopedista</title>
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		<title>Quando devo portare mio figlio dal logopedista, se non parla?</title>
		<link>https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/</link>
					<comments>https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 15:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Signora, aspetti i 3 anni prima di portare suo figlio dal logopedista&#8221;, &#8220;Prima o poi tutti parlano&#8221;, &#8220;Magari quando andrà alla Scuola dell&#8217;Infanzia si sbloccherà&#8221;: questi sono i consigli dati alle mamme più frequentemente quando hanno dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a. Questo &#8220;pregiudizio&#8221; nasce dal fatto che, nei primi 3 anni di vita, c&#8217;è una grande variabilità tra i bambini, ma esistono comunque delle tappe di sviluppo del linguaggio, che non devono essere saltate e si devono presentare entro alcuni mesi. E forse nasce dal fatto che si pensa che chi cominci un percorso logopedico sia lungo e costoso, ma in realtà, non è sempre così, soprattutto nei primi 3 anni. Quando portare tuo figlio dal logopedista? Non aspettare se osservi questi segnali! Come ti può aiutare un logopedista? Se vuoi prenotare una consulenza online, chiamami al 3403432803 oppure contattami via mail: alice.raineri2@gmail.com Vuoi conoscere quali possono essere le prime parole che dice il tuo bambino? Leggi l&#8217;articolo &#8220;Le prime parole&#8220;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/logopedia-prima-dei-3-anni/">Quando devo portare mio figlio dal logopedista, se non parla?</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Signora, aspetti i 3 anni prima di portare suo figlio dal logopedista&#8221;, &#8220;Prima o poi tutti parlano&#8221;, &#8220;Magari quando andrà alla Scuola dell&#8217;Infanzia si sbloccherà&#8221;: questi sono i consigli dati alle mamme più frequentemente quando hanno dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a.</p>



<p>Questo &#8220;pregiudizio&#8221; nasce dal fatto che, nei primi 3 anni di vita, c&#8217;è una <strong>grande variabilità tra i bambini</strong>, ma esistono comunque delle tappe di sviluppo del linguaggio, che <em>non devono essere saltate e si devono presentare entro alcuni mesi</em>.</p>



<p>E forse nasce dal fatto che si pensa che chi cominci un percorso logopedico sia lungo e costoso, ma in realtà, non è sempre così, soprattutto nei primi 3 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando portare tuo figlio dal logopedista? Non aspettare se osservi questi segnali!</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>La lallazione è assente o scarsa<strong> 8-12 mesi</strong></li>



<li>Non usa i gesti per comunicare o li usa poco <strong>12-30 mesi</strong></li>



<li>Ha una scarsa attenzione al linguaggio e ai suoni<strong> 12-30 mesi</strong></li>



<li>Non comprende il significato delle parole  <strong>10-20 mesi</strong></li>



<li>Dice meno di 50 parole a <strong>24 mesi</strong>  </li>



<li>Non comprende il significato delle frasi <strong>24-30 mesi</strong></li>



<li>Non fa frasi di 2 parole <strong>a 30 mesi</strong></li>



<li>Non fa frasi di 3 parole <strong>a 36 mesi</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come ti può aiutare un logopedista?</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Con una <strong>consulenza logopedica</strong>: è un incontro dedicato ai genitori, in cui si risponde ai dubbi di mamma e papà, si comprende quale tappa di sviluppo del linguaggio sta affrontando il bambino e quale, invece, dovrebbe aver sviluppato in base all&#8217;età. Si forniscono poi le strategie ai genitori per sostenere e supportare il bambino nel suo viaggio nel linguaggio.</li>



<li>Con una <strong>valutazione più approfondita</strong>: ciò permette di delineare il profilo comunicativo-linguistico del bambino e di decidere la necessità di trattamento o un monitoraggio. In entrambe le situazioni, però i genitori avranno un ruolo chiave ed importantissimo nel sostenere con i giusti strumenti i nuovi passi verso il linguaggio del loro bimbo.</li>
</ul>



<p>Se vuoi prenotare una consulenza online,<strong> chiamami al 3403432803</strong> oppure contattami via mail: alice.raineri2@gmail.com</p>



<p>Vuoi conoscere quali possono essere le prime parole che dice il tuo bambino? Leggi l&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/prime-parole-bambino/">Le prime parole</a>&#8220;</p>



<p></p>
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		<title>Le prime parole: quali sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 22:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[bambini piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[prime parole]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi mamme non vediamo l&#8217;ora di sentire pronunciare la prima parola del nostro bimbo: ci aspettiamo &#8220;mamma&#8221;, &#8220;papà&#8221;, ma, in realtà, ce ne possono essere altre, pronunciate non perfettamente che possono essere inserite tra le &#8220;prime parole&#8221;. Una cosa che emerge spesso nelle consulenze con le mamme di bimbi che &#8220;non parlano&#8221; o &#8220;parlano poco&#8221; è che non è chiaro quali siano da conteggiare tra le parole e spesso le mamme si trovano a sottostimare lo sviluppo del linguaggio del proprio cucciolo. Quali considerare &#8220;prime parole&#8221;? Per essere considerata &#8220;parola&#8221; è importante che abbia una funzione dichiarativa o richiestiva, cioè che si riferisca in modo stabile a una persona o un oggetto. Se un suono o una parola è usata per tante cose, potrebbe trattarsi di una &#8220;parola passpartout&#8221; da non conteggiare tra le prime parole. Perché è importante contare le parole? Nelle prime fasi di sviluppo del linguaggio, il bambino impara le parole con un ritmo lento, fino a quando arriverà a produrre 50 parole; da qui, inizia la fase dell&#8217;esplosione del vocabolario, in cui apprenderà a produrre nuove parole sempre più rapidamente e comincerà anche a unire due parole formando le prime frasi. E il/la tu* bambin* quante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Noi mamme non vediamo l&#8217;ora di sentire pronunciare la prima parola del nostro bimbo: ci aspettiamo &#8220;mamma&#8221;, &#8220;papà&#8221;, ma, in realtà, ce ne possono essere altre, pronunciate non perfettamente che possono essere inserite tra le &#8220;prime parole&#8221;.</p>



<p>Una cosa che emerge spesso nelle consulenze con le mamme di bimbi che &#8220;non parlano&#8221; o &#8220;parlano poco&#8221; è che non è chiaro quali siano da conteggiare tra le parole e spesso le mamme si trovano a sottostimare lo sviluppo del linguaggio del proprio cucciolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali considerare &#8220;prime parole&#8221;?</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>parole dette bene e ben comprensibili </strong>come mamma, papà, nonno, nonna, cacca, pipì (parole molto semplici che si riferiscono alle routine quotidiane)</li>



<li><strong>versi degli animali</strong> (suoni onomatopeici) come per esempio, &#8220;bau&#8221; per il cane, &#8220;miao&#8221; o &#8220;mao&#8221; per il gatto</li>



<li><strong>suoni e rumori</strong>: &#8220;brum&#8221; per la macchina, &#8220;ciuf&#8221; per il treno, &#8220;nino&#8221; per l&#8217;ambulanza</li>



<li><strong>sillabe e parti di parole</strong>: &#8220;pa&#8221; per palla</li>



<li><strong>vocali</strong>: &#8220;a&#8221; per acqua</li>



<li><strong>parole apparentemente inventate</strong>: &#8220;tutu&#8221; per acqua</li>
</ul>



<p>Per essere considerata &#8220;parola&#8221; è importante che abbia una <strong>funzione dichiarativa o richiestiva</strong>, cioè che si riferisca in modo stabile a una persona o un oggetto.</p>



<p>Se un suono o una parola è usata per tante cose, potrebbe trattarsi di una &#8220;<strong>parola passpartout</strong>&#8221; da non conteggiare tra le prime parole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante contare le parole?</h2>



<p>Nelle prime fasi di sviluppo del linguaggio, il bambino impara le parole con un ritmo lento, fino a quando arriverà a produrre<strong> 50 parole</strong>; da qui, inizia la fase dell&#8217;<strong>esplosione del vocabolario</strong>, in cui apprenderà a produrre nuove parole sempre più rapidamente e comincerà anche a unire due parole formando le prime frasi.</p>



<p>E il/la tu* bambin* quante parole dice?</p>



<p>Scrivilo nei commenti.</p>



<p>Se hai dei dubbi sullo sviluppo del linguaggio e vuoi stimolare il/tu bimb* con le strategie adeguate, puoi richiedere una consulenza con me! </p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.alicerainerilogopedista.it/consulenza-ai-genitori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voglio la consulenza</a></div>
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		<title>IL METODO PROMPT NEL TRATTAMENTO LOGOPEDICO</title>
		<link>https://www.alicerainerilogopedista.it/metodo-prompt-logopedia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 07:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[disprassia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi di linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica prompt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della logopedia degli ultimi anni ha assistito ad una crescita nell&#8217;interesse per la formazione e per l&#8217;uso del trattamento PROMPT. Cos&#8217;è la tecnica del PROMPT? In questa tipologia di trattamenti, il vero focus non è il singolo suono (o fonema), inteso come prodotto acustico, ma il movimento articolatorio che è necessario per produrre quel suono all&#8217;interno di una parola o di una frase. E&#8217; quindi un complesso approccio di tipo motorio. Nasce verso la fine degli anni &#8217;70 grazie a Deborah Hayden e da allora non ha mai smesso di crescere. Prompt è l&#8217;acronimo di Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets. Ad oggi, la Tecnica del Prompt risulta efficace nel trattamento del linguaggio sia di adulti che di bambini. A differenza del trattamento fonetico-fonologico che usa principalmente input uditivi e visivi per fare apprendere i suoni, la tecnica del Prompt fornisce input tattili-cinestesici sul volto del bambino per far apprendere patterns di movimenti non evoluti come atteso. Questi input tattili, insieme agli input uditivi e visivi forniscono al sistema cerebrale del bambino un maggior numero di informazioni, quali il luogo di articolazione, cioè dove il suono è articolato, il modo di articolazione cioè come il suono viene [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/metodo-prompt-logopedia/">IL METODO PROMPT NEL TRATTAMENTO LOGOPEDICO</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size">Il mondo della logopedia degli ultimi anni ha assistito ad una crescita nell&#8217;interesse per la formazione e per l&#8217;uso del <strong>trattamento PROMPT</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la tecnica del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">In questa tipologia di trattamenti, il vero focus non è il <strong>singolo suono (o fonema)</strong>, inteso come prodotto acustico, ma il movimento articolatorio che è necessario per produrre quel suono all&#8217;interno di una parola o di una frase. E&#8217; quindi un <strong>complesso approccio di tipo <em>motorio</em></strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nasce verso la fine degli anni &#8217;70 grazie a Deborah Hayden e da allora non ha mai smesso di crescere. <strong>Prompt</strong> è l&#8217;acronimo di <em>Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets</em>. Ad oggi, la Tecnica del Prompt risulta efficace nel trattamento del linguaggio sia di <strong>adulti </strong>che di <strong>bambini</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>A differenza del trattamento fonetico-fonologico che usa principalmente input uditivi e visivi per fare apprendere i suoni, la tecnica del Prompt fornisce <strong>input tattili-cinestesici </strong>sul volto del bambino per far apprendere patterns di movimenti non evoluti come atteso.</p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Questi input tattili, insieme agli input uditivi e visivi forniscono al sistema cerebrale del bambino un maggior numero di informazioni, quali il <em>luogo di articolazione</em>, cioè dove il suono è articolato, il <em>modo di articolazione</em> cioè come il suono viene articolato con particolare attenzione al grado e al tipo di contrazione muscolare necessaria per la produzione. Non mancano però anche le informazioni sulla<em> transizione dei movimenti necessari</em> per passare dalla produzione di un suono a quello successivo e il <em>timing</em>, cioè il tempo brevissimo e rapidissimo per passare da un movimento ad un altro.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il trattamento Prompt in logopedia però non si limita ai suoni e alle parole, perché queste devono essere sempre calate in un contesto comunicativo e di interazione con una o più persone.</p>



<p class="has-normal-font-size">Infatti questo è un <strong>approccio multidimensionale </strong>che include anche i <em>domini cognitivo-linguistici </em>e <em>socio-emozionale</em>, oltre quello <em>senso-motorio</em> più conosciuto come performance motoria dei suoni.</p>



<p class="has-normal-font-size">Questo approccio quindi prende in carico a 360° il bambino, la sua comunicazione ed interazione e il suo linguaggio verbale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i 3 domini del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Partiamo dal<strong> dominio senso-motorio</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Valuta l&#8217;<em>integrità e la forma delle strutture all&#8217;interno della bocca </em>(labbra, lingua, guance, denti e occlusione, forma del palato, eventuali malformazioni etc) e se la <em>respirazione</em> è funzionale a sorreggere l&#8217;eloquio. Valuta anche la <em>sensibilità</em> che può essere molto accentuata (ipersensibilità) o poco (iposensibilità) oppure in norma.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il<strong> dominio cognitivo-linguistico</strong>, invece, valuta e tiene conto nella stesura del progetto riabilitativo della tipologia di <em>ambiente</em> (molto strutturato, poco strutturato o non strutturato) necessaria per garantire l&#8217;apprendimento migliore al bambino. Valuta anche la<em> discriminazione tra i suoni, la comprensione e la produzione di concetti linguistici</em>, come i locativi (es. &#8220;La palla è lontana dal bambino&#8221;) oppure come le <em>forme passive</em> (es. &#8220;La banana è mangiata dalla bambina&#8221;) etc.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nel <strong>dominio socio-emozionale</strong> invece sono inserite tutte le capacità (o le difficoltà) di interazione con l&#8217;adulto o con i pari, quanto l&#8217;ambiente influenzi il comportamento o le modalità di comunicazione del bambino, le<em> emozioni </em>suscitate da un&#8217;attività piuttosto che da un&#8217;altra, come la frustrazione oppure il pianto o il riso.</p>



<p class="has-normal-font-size">Come potete ben comprendere, questo approccio prende in considerazione il bambino non solo nella parte linguistica verbale, cioè come parla o come dice i suoni, ma anche le sue emozioni, la sua capacità di usare il linguaggio in modo adeguato e coerente al contesto comunicativo (persone, ambiente). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si svolge una seduta logopedica con la Tecnica del PROMPT?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Un tipica seduta PROMPT in logopedia può durare <strong>dai 30 ai 50 minuti</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">All&#8217;interno di ogni seduta è scelto un determinato set di <strong>parole funzionali</strong> che vengono usate per apprendere e generalizzare i movimenti non ancora sviluppati. All&#8217;inizio della seduta, si dedica un momento &#8220;speciale&#8221;, chiamato <strong>warm up</strong>, a queste parole in cui il clinico va a costruire i movimenti, le traiettorie e i confini che serviranno per produrle. E&#8217; come un allenamento in quanto le parole funzionali saranno poi continuamente riprese durante le attività proposte.</p>



<p class="has-normal-font-size">Dopo il warm up, sono previste <strong>2 o 3 attività </strong>dove il bambino avrà occasione di sfruttare queste <strong>parole (o frasi) funzionali in un contesto ludico ed interattivo</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Nel caso, durante il gioco, il bambino tornasse a movimenti pregressi, il logopedista ricorrerà al modellamento online e correggerà la traiettoria o la sequenza di movimenti attraverso i PROMPT o input cinestesico-tattili-propriocettivi, utilizzando i livelli di Prompt adeguati, aiutandolo così a migliorare la sua accuratezza motoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi è utile il trattamento con la Tecnica PROMPT in logopedia?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Il trattamento PROMPT in logopedia è utile per :</p>



<ul class="has-normal-font-size wp-block-list"><li>bambini o ragazzi con difficoltà o disturbi della comunicazione</li><li>bambini con CAS o disprassia evolutiva, con disturbi motori del linguaggio</li></ul>



<p class="has-normal-font-size">Il logopedista può decidere di usare il metodo PROMPT e gli input cinestesico-tattili anche in bambini con disturbo fonetico-fonologico in cui si presentano delle traiettorie di movimenti mandibolare, labiale o linguale non adeguate.</p>



<p class="has-normal-font-size">Non tutti i logopedisti possono applicare questo Metodo. <strong>E&#8217; necessario partecipare al Workshop di 1° Livello per poter essere logopedisti formati secondo la Tecnica Prompt</strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Per qualsiasi informazione o dubbio, potete contattarmi. Trovate i miei riferimenti nella sezione <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/contatti/">CONTATTI</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/metodo-prompt-logopedia/">IL METODO PROMPT NEL TRATTAMENTO LOGOPEDICO</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>logopedista: chi e&#8217; e cosa fa? COnosciamo meglio questo professionista</title>
		<link>https://www.alicerainerilogopedista.it/chi-e-logopedista/</link>
					<comments>https://www.alicerainerilogopedista.it/chi-e-logopedista/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 07:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedista]]></category>
		<category><![CDATA[motricità orofacciale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alicerainerilogopedista.it/?p=372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ormai la logopedia è entrata a far parte del mondo dell&#8217;infanzia, ma non solo. Infatti, il fantastico mondo della logopedia non si rivolge solo ai bambini e ai ragazzi, ma anche agli adulti: va dal neonato all&#8217;anziano. Chi è il/la logopedista? Il o la logopedista è un* professionista sanitario, al pari di un infermiere, di un fisioterapista o di un&#8217;ostetrica. Può svolgere il proprio lavoro in ambito ospedaliero oppure in ambito ambulatoriale come dipendente oppure in libera professione. E&#8217; una professione riconosciuta dallo Stato Italiano, già a partire dal 1994 quando fu firmato il Profilo Professionale del Logopedista definendo chi è e gli ambiti di intervento. Il logopedista è l&#8217;operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. Profilo Professionale del Logopedista -art.1 DM 14 Settembre 1994 Come possiamo ben vedere da questa frase, il logopedista si può occupare di prevenzione, come nel caso dei progetti di screening dei prerequisiti che vengono svolti nelle Scuole dell&#8217;Infanzia. Ma il logopedista si occupa anche di valutazione e trattamento sia del linguaggio verbale sia della comunicazione in qualsiasi fascia di età. Ma non è finita qui: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/chi-e-logopedista/">logopedista: chi e&#8217; e cosa fa? COnosciamo meglio questo professionista</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size">Ormai la logopedia è entrata a far parte del mondo dell&#8217;infanzia, ma non solo. Infatti, il fantastico mondo della logopedia non si rivolge solo ai bambini e ai ragazzi, ma anche agli adulti: va dal neonato all&#8217;anziano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il/la logopedista?</h2>



<p class="has-normal-font-size">Il o la logopedista è un* <strong>professionista sanitario</strong>, al pari di un infermiere, di un fisioterapista o di un&#8217;ostetrica. Può svolgere il proprio lavoro in ambito ospedaliero oppure in ambito ambulatoriale come dipendente oppure in libera professione.</p>



<p class="has-normal-font-size">E&#8217; una professione riconosciuta dallo Stato Italiano, già a partire dal 1994 quando fu firmato il <strong>Profilo Professionale del Logopedista</strong> definendo chi è e gli ambiti di intervento.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il logopedista è l&#8217;operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.</p><cite>Profilo Professionale del Logopedista -art.1 DM 14 Settembre 1994</cite></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Come possiamo ben vedere da questa frase, il logopedista si può occupare di <strong>prevenzione</strong>, come nel caso dei progetti di screening dei prerequisiti che vengono svolti nelle Scuole dell&#8217;Infanzia. Ma il logopedista si occupa anche di valutazione e trattamento sia del linguaggio verbale sia della comunicazione in qualsiasi fascia di età.</p>



<p class="has-normal-font-size">Ma non è finita qui:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>L&#8217;attività del logopedista è volta all&#8217;educazione e rieducazione di tutte le patologie che<br>provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi.</p><cite>Profilo Professionale del Logopedista -art.2<br> DM 14 Settembre 1994</cite></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Non essendo un medico, il logopedista non può emettere <strong>diagnosi, prescrivere farmaci o proporre altre tipologie di trattamenti</strong>. Può essere invece inserito all&#8217;interno di un&#8217;<strong>equipe multidisciplinare</strong> che condivide il progetto terapeutico per quel paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi cosa tratta?</h2>



<ul class="has-normal-font-size wp-block-list"><li>Disturbi della comunicazione (contatto oculare, turni di conversazione, comunicazione gestuale etc)</li><li>Disturbi dell&#8217;alimentazione in epoca neonatale</li><li>Ritardi o Disturbi di Linguaggio: : disturbo fonologico, disordine fono-articolatorio, disturbo morfosintattico espressivo e/o recettivo, disturbo delle abilità narrative</li><li>Dislalie o alterazione fono-articolatorie ( &#8220;erre moscia&#8221; o &#8220;s&#8221; in mezzo ai denti)</li><li>Disturbi di apprendimento (DSA): dislessia, disortografia, discalculia</li><li>Balbuzie sia in età infantile sia in età adulta</li><li><strong>Alterazione delle funzioni orali </strong>: Squilibrio Muscolare orofacciale, deglutizione disfunzionale, vizi orali o parafunzioni, respirazione orale, frenulo linguale o labiale corto, difficoltà masticatorie, bruxismo, disturbi dell&#8217;articolazione tempo-mandibolare (ATM), disturbi respiratori del sonno.</li><li>Disturbi della deglutizione: deglutizione atipica, ma anche disfagia (disturbo neurologico della deglutizione)</li><li>Disturbi della voce o disfonie</li><li>Afasie</li><li>Disartrie dovute a patologie neurodegenerative</li><li>Potenziamento neurocognitivo (memoria, linguaggio, attenzione, orientamento spazio-temporale) in demenze o patologie neurologiche</li></ul>



<p class="has-normal-font-size">Nell&#8217;età evolutiva, spesso il logopedista collabora con il neuropsichiatra infantile: scopri chi è e cosa fa <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/neuropsichiatra-infantile/">in questo articolo</a>.</p>



<p class="has-normal-font-size">Se, invece, vuoi sapere di cosa mi occupo io, leggi <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/cosa-faccio/">qui!</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/chi-e-logopedista/">logopedista: chi e&#8217; e cosa fa? COnosciamo meglio questo professionista</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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		<title>neuropsichiatra infantile: CHI È E COSA VALUTA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 09:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsichiatria infantile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando, durante un colloquio, nomino ai genitori la figura del neuropsichiatra infantile, vedo nascere sui loro volti tanta preoccupazione. Questa parola ai loro occhi appare così altisonante e negativa. Incominciano ad interrogarsi sulle difficoltà del figlio o della figlia e appaiono spaventati. Ho pensato quindi fosse doveroso fare chiarezza su chi fosse il neuropsichiatra e quali competenze abbia per cercare di rassicurare i genitori. Chi è il Neuropsichiatra Infantile? Il neuropsichiatra infantile è un medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile, una disciplina complessa e molto vasta in quanto si trova a fare da ponte tra la pediatria, la psichiatria e la neurologia. Mentre il comune pediatra monitora lo sviluppo globale del bambino e si occupa della cura delle malattie (oppure invia a specialisti), il neuropsichiatra si occupa della prevenzione, della diagnosi e della stesura del piano di trattamento di patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi dagli 0 ai 18 anni. Dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza, questa figura medica conosce lo sviluppo fisiologico e atipico del bambino in tutte le sue competenze: psicomotorio, linguistico, cognitivo, relazionale, che possono essere di natura ereditaria o acquisita. Cosa valuta il neuropsichiatra infantile (NPI)? Attraverso l&#8217;anamnesi, il colloquio clinico, l&#8217;esame neurologico, test e questionari, il medico osserva [&#8230;]</p>
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<p>Quando, durante un colloquio, nomino ai genitori la figura del <strong>neuropsichiatra infantile</strong>, vedo nascere sui loro volti tanta <strong>preoccupazione</strong>. Questa parola ai loro occhi appare così altisonante e negativa. Incominciano ad interrogarsi sulle difficoltà del figlio o della figlia e appaiono spaventati.</p>



<p>Ho pensato quindi fosse doveroso fare chiarezza su chi fosse il neuropsichiatra e quali competenze abbia per cercare di rassicurare i genitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il Neuropsichiatra Infantile?</h2>



<p>Il neuropsichiatra infantile è un <strong>medico specializzato in Neuropsichiatria Infantile</strong>, una disciplina complessa e molto vasta in quanto si trova a fare da ponte tra la pediatria, la psichiatria e la neurologia. </p>



<p>Mentre il comune pediatra monitora lo sviluppo globale del bambino e si occupa della cura delle malattie (oppure invia a specialisti), il neuropsichiatra si occupa della<strong> prevenzione</strong>, della <strong>diagnosi </strong>e della <strong>stesura del piano di trattamento di patologie neurologiche, neuropsicologiche e psichiatriche che possono manifestarsi dagli 0 ai 18 anni</strong>. </p>



<p>Dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza, questa figura medica conosce lo <strong>sviluppo fisiologico e atipico</strong> del bambino in tutte le sue competenze: <strong>psicomotorio, linguistico, cognitivo, relazionale</strong>, che possono essere di natura ereditaria o acquisita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa valuta il neuropsichiatra infantile (NPI)?</h2>



<p>Attraverso l&#8217;anamnesi, il colloquio clinico, l&#8217;esame neurologico, test e questionari, il medico osserva il/la bambin* e valuta tutti i rischi clinici e le possibili diagnosi.</p>



<p>Raccoglie tutte le informazioni necessarie sui sintomi e i segni di eventuali ritardi o disturbi, sulla loro frequenza, sulla familiarità di alcune patologie.</p>



<p>Spesso si avvale di psicologi e di terapisti, quali la logopedista per valutare il sistema comunicativo-linguistico, o gli apprendimenti e/o la neuropsicomotricista TNPEE per valutare il sistema motorio, prassico e sensoriale.</p>



<p>Al termine della <strong>valutazione multiprofessionale</strong>, NPI redigerà una relazione che conterrà il<strong> profilo di funzionamento del* bambin* a 360°</strong>, l&#8217;eventuale <strong>progetto terapeutico</strong> contenente le strategie e le figure coinvolte adatte ad affrontare il ritardo o il disturbo del* bambin*.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si svolge una visita dal NPI?</h2>



<p>Il numero degli incontri può variare a seconda delle necessità. </p>



<p>Il primo incontro è rivolto ai genitori. Inizialmente, il clinico raccogliere l&#8217;<strong>anamnesi</strong> che dev&#8217;essere accurata e mirata a indagare eventuali patologie pregresse, la presenza del rischio di familiarità per alcune patologie o disturbi.</p>



<p>Successivamente, il NPI osserverà il/la bambin* attraverso l&#8217;<strong>esame obiettivo neurologico</strong> e l&#8217;<strong>esame neuropsichico</strong> (relazione con l&#8217;esaminatore, attività psicomotoria, capacità attentive, memoria, affettività, comunicazione gestuale e linguaggio).</p>



<p>E&#8217; possibile che il NPI richieda <strong>valutazioni strumentali</strong> quali elettroencefalogramma, RMN encefalo, potenziali evocati) oppure consigli di effettuare una visita otorino ORL o oculistica.</p>



<p>Al termine della valutazione, il medico effettuerà la <strong>RESTITUZIONE</strong> ai genitori in cui vengono condivisi i risultati di tutti gli approfondimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando portare il proprio figlio dal neuropsichiatra infantile?</h2>



<p>Se il/la bambin* manifesta ritardo o difficoltà in una o più delle seguenti sfere:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>linguaggio</li><li>coordinazione motoria</li><li>sfera emotiva</li><li>apprendimenti</li><li>sfera comportamentale (disattenzione, iperattività, impulsività, opposizione)</li><li>sfera socio-relazionale</li></ul>



<p>è necessario rivolgersi ad uno specialista. Esistono <strong>segnali di rischio</strong> che se intercettati e affrontati precocemente, permettono di agire in modo tempestivo. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Più l&#8217;intervento è precoce, maggiore sarà la probabilità di raggiungere un risultato terapeutico efficace.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it/neuropsichiatra-infantile/">neuropsichiatra infantile: CHI È E COSA VALUTA?</a> proviene da <a href="https://www.alicerainerilogopedista.it">Alice Raineri Logopedista</a>.</p>
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